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“Il volto dell’inganno”, il thriller  di Vincenzo Capretto

Vincenzo Capretto è nato a Napoli nel 1979, nella vita è un militare della Marina, nonché giornalista pubblicista. Collabora, come redattore, per la testata sportiva online Footballweb e per la rivista online di profilo economico-finanziario Kompetere Journal. “Il volto dell’inganno” (Dialoghi, 2020) è il suo romanzo d’esordio, genere thriller.

Il suo romanzo d’esordio: un thriller inquietante e adrenalinico

“Il volto dell’inganno” di Vincenzo Capretto è un thriller inquietante e adrenalinico, che riesce a tenere alta l’attenzione del lettore grazie a una scrittura ritmata e scorrevole e a una trama perfettamente cesellata in ogni dettaglio, compreso l’inatteso e sconvolgente epilogo. È un romanzo che dosa bene la tensione e i momenti di riflessione, che gioca con i generi letterari, andando a toccare ora il thriller, ora l’erotico, ora il drammatico.

L’apparente tranquillità della famiglia Mariani è sconvolta dall’arrivo della tata Greta Kuznetsova. Dietro un pallido sorriso si nasconde una donna cupa e misteriosa, che inizia ad avere comportamenti sempre più strani.

Nulla sarà come prima, anzitutto per Beatrice, la padrona di casa, una splendida donna viziata che proverà a essere mamma e moglie modello, ma le sue continue frustrazioni la porteranno a cedere al suo lato oscuro.

In quel vortice di pulsioni inarrestabili finisce anche il marito Alessandro, dirigente di una casa farmaceutica, che pur di raggiungere i suoi obiettivi di carriera appare disposto a tutto. Un farmaco per la cura del cancro diventerà il simbolo della brama di ricchezza, in una lotta senza esclusione di colpi in cui nessuno sarà immune alla seduzione del potere.

I personaggi de: ‘Il volto dell’inganno’

Il punto forte dell’opera è la caratterizzazione dei personaggi è quella che ognuno di loro è delineato con estrema cura. Dai coniugi insoddisfatti e pieni di segreti Beatrice e Alessandro Mariani, al narcisista e freddo calcolatore Ricardo Juan Jimenez, passando per la tormentata e paranoica Greta Kuznetsova, ogni personaggio si rivela a poco a poco, calando la propria maschera e svelando la vera natura che si celava appena sotto la superficie.

Le dinamiche di relazione variano drammaticamente e si scoprono conflitti interpersonali profondi, che nascono dalle loro paure più intime e che fanno vacillare il loro già precario equilibrio psicologico.

I colpi di scena nel thriller

In un’escalation di colpi di scena, di pianificazioni machiavelliche e di rivelazioni agghiaccianti, il thriller riflette sulla fragilità della mente, sulla natura ingannevole dell’essere umano e soprattutto sulla malsana sete di potere. Specialmente nelle dinamiche di coppia dei coniugi Mariani è presente un’estenuante lotta di potere che non si esaurisce solo nell’annoso confronto uomo/donna, ma si estende a tutte le sfere della vita privata e pubblica, andando a minare le fondamenta della loro relazione.

Beatrice e Alessandro vivono il conflitto come unico motivo di eccitazione in un’esistenza altrimenti piatta e deludente, di esso si nutrono fino a esaurirsi, fino a prendere decisioni aberranti che, con la loro forza distruttiva, vanno a coinvolgere tragicamente anche tutti gli altri personaggi della storia. Alla fine non rimangono che le macerie, là dove poteva esserci un rifugio sicuro, la sete di vendetta, l’ossessione malata e l’ambizione più sfrenata hanno demolito pezzo dopo pezzo.