Esce il thriller psicologico “Il volto dell’inganno” di Vincenzo Capretto

«Il titolo? Non credo sia enigmatico e non penso  esista al mondo una persona che almeno una volta nella vita non abbia trasformato il suo volto in una maschera ingannevole per i motivi più disparati, magari anche non volendo, perché l’inganno è intrinseco all’essere umano». Il libro è pubblicato dalla casa editrice Dialoghi

BRACCIANO – Venerdì 10 luglio alle ore 18.30 al Chiostro degli Agostiniani di Bracciano, Vincenzo Capretto presenterà “Il volto dell’inganno”, un thriller psicologico edito dalla casa editrice Dialoghi. 

Si tratta dell’esordio dell’autore che in questa prima prova letteraria ha dimostrato di conoscere appieno i ferri del mestiere, nel tentativo, riuscito, di dar vita a un intreccio mozzafiato dalle tinte noir. Il romanzo è ambientato nel 2000 a Milano 3 e si apre con una scena apparentemente distaccata dal resto nella piccola Valsolda (Como) nel 1990. 

Questa la trama: l’apparente tranquillità della famiglia Mariani è sconvolta dall’arrivo della tata Greta Kuznetsova. Dietro un pallido sorriso si nasconde una donna cupa e misteriosa che inizia ad avere comportamenti sempre più strani. Nulla sarà come prima, anzitutto per Beatrice Mariani, la padrona di casa, una splendida donna viziata che proverà a essere mamma e moglie modello, anche le sue continue frustrazioni la porteranno a cedere al proprio lato oscuro. Così, in un vortice di pulsioni inarrestabili, finirà anche il marito Alessandro, dirigente di una casa farmaceutica, che pur di raggiungere i suoi obiettivi di carriera appare disposto a tutto. Un farmaco per la cura del cancro diventerà il simbolo della brama di ricchezza, in una lotta senza esclusione di colpi in cui nessuno sarà immune alla seduzione del potere. 

La storia della nascita del manoscritto è più rara che mai, come dichiarato dallo stesso autore: il libro, infatti, nasce da un sogno avvenuto circa un anno fa. La stessa Valsolda, mai vista prima dallo scrittore, è comparsa come per magia nella sua mente e nella sua vita, con la determinazione e il continuo riferimento a un momento decisamente delicato che lo ha portato alla realizzazione di questo romanzo da lui stesso definito il suo “più caro amico”.

Dalla nota dell’autore leggiamo: “A luglio del 2019 avevo deciso che per il mio quarantesimo compleanno del successivo ottobre avrei fatto qualcosa per me stesso. Uscivo da una separazione che aveva lasciato grossi segni sul mio ‘io’. L’idea iniziale era scrivere un’autobiografia. Avevo buttato giù anche qualcosa. Poi, qualche ora dopo, mi ero reso conto che non era quello che realmente sentivo e schiettamente credo che in pochi avrebbero letto l’autobiografia di un perfetto sconosciuto. Ricordo che erano le ventidue circa quando mi dissi che avrei dovuto provare a scrivere un thriller, visto che è sempre stata la mia passione. Andai a dormire con quest’idea. Durante la notte sognai quello che voi leggerete nel prologo e nel primo capitolo. Circa una settimana dopo, girovagando su internet avevo scoperto che l’ambientazione del primo capitolo in realtà era un posto esistente: Valsolda, Como. Non chiedetemi come sia possibile perché non lo so. In quei luoghi non c’ero mai stato. Questo romanzo non penso sia il classico thriller: volutamente nel libro si alternano scene di tensione a momenti di riflessione. Non credo di aver utilizzato uno stile innovativo ma se dovessi dargli un nome credo che lo chiamerei ‘schema a forma di pino’, come l’albero. La trama principale rappresenta il tronco, le storie secondarie i rami. Provo spesso ad allontanare il lettore dalla principale linea narrativa, facendolo immergere in una storia secondaria, da cui potrà ricavare ulteriori dati utili per ricostruire la trama portante. Ho provato a toccare diverse tematiche attuali quali crisi coniugale, abuso minorile, frustrazione e sete di potere, con un occhio di riguardo all’unico vero amore indissolubile e incondizionato: l’amore materno”. Ed ecco che dalle pagine affiora un percorso in cui incontriamo i personaggi più disparati. C’è chi ha una famiglia quasi perfetta ma si sente frustrato perché non è soddisfatto nella propria sfera lavorativa nonostante l’ottima posizione. La sete di potere lo porterà a fare delle scelte estreme. C’è chi invece ha scelto di vivere una vita agiata ma che si rivelerà terribilmente noiosa e pur di renderla viva sarà capace di creare problemi a chiunque. C’è poi chi ha effettivamente tutto, ma lo ha ottenuto con l’inganno e per forza di cose prima o poi il conto dovrà essere saldato. C’è chi dietro ai suoi “disturbi” ha terribili sofferenze. Infine c’è chi si fiderà e sbaglierà.  

E ancora sull’opera, l’autore afferma come “Il titolo non sia enigmatico anche se abbastanza chiaro. Non credo che esista al mondo una persona che almeno una volta nella vita non abbia trasformato il suo volto in una maschera ingannevole per i motivi più disparati, magari anche non volendo, perché l’inganno è intrinseco all’essere umano”.

Dopo Bracciano Vincenzo Capretto andrà in Valsolda, dove replicherà la presentazione l’8 agosto alle ore 16.00 in piazza Roma e il 12 agosto sarà a La Spezia, Scalinata San Giorgio, ore 19.00. Di origini napoletane, l’autore è un militare della Marina Militare e vive a Roma. Nel 2011 si è laureato all’Università della Tuscia di Viterbo in Scienze Organizzative e Gestionali. E’ giornalista pubblicista e collabora con alcune redazioni come la testata giornalistica online sportiva “Footballweb” e la rivista economica online “Kompetere Journal”. Nel tempo libero si diletta a scrivere poesie e piccoli pensieri.  All’età di soli quattro anni ha visto il suo primo film del genere horror, l’“Esorcista”. Con gli anni è diventato un estimatore di Dario Argento, Stephen King ed E. Allan Poe.

Questo articolo è pubblicato in CULTURA da PRIMENEWS