Vincenzo

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I retroscena

DAL SOGNO ALLA PUBBLICAZIONE

A luglio del 2019 avevo deciso che per il mio quarantesimo compleanno del successivo ottobre avrei fatto qualcosa per me stesso. L’idea iniziale era scrivere un’autobiografia. Avevo buttato giù anche qualcosa. Poi, qualche ora dopo, mi ero reso conto che non era quello che realmente sentivo e oggettivamente in pochi avrebbero letto l’autobiografia di un perfetto sconosciuto. Ricordo che erano le ventidue circa quando mi dissi che avrei dovuto provare a scrivere un thriller, visto che è sempre stata la mia passione. Calcolate che all’età di quattro anni ho visto L’esorcista. Andai a dormire con quest’idea. Durante la notte sognai quello che voi leggerete nel primo capitolo. Mi svegliai alle tre e iniziai a scrivere più o meno il mio sogno. L’indomani ritoccai quello che avevo scritto. La notte successiva sognai il prologo, mi risvegliai e continuai a scrivere. La prima cosa che ho scritto totalmente è stato proprio il prologo, ancora prima di aver ultimato la trama. L’ho scritto immaginando di “entrare” al buio nella prima scena del libro e con una macchina fotografica (con flash) iniziare a scattare foto a caso. Circa una settimana dopo, girovagando su internet avevo scoperto che l’ambientazione del primo capitolo in realtà era un posto esistente: Valsolda, Como. Non chiedetemi come sia possibile perché non lo so. In quei luoghi non c’ero mai stato. Su suggerimento di un amico ad Agosto presi lo zaino ed andai in macchina sul Lago Ceresio a respirare l’ambiente e vedere la zona. La trama credo che l’ho conclusa subito dopo il rientro, a fine agosto.

Ho scritto il libro in ogni momento che avevo libero e vista la mia vita abbastanza “agitata” , non è stato per nulla semplice. La prima stesura l’ho finita dopo tre mesi (fine ottobre). Tra riletture, editing e varie correzioni, ho concluso l’opera la notte di Natale. A Gennaio la presentazione alle Case Editrici, a fine aprile la telefonata della Dialoghi del gruppo Utterson.
Alla firma del contratto, non nego di essermi anche commosso. Non perché avevo una Casa Editrice (grande soddisfazione), ma perché questo libro ha un valore particolare. Per mesi è stato il mio unico e solo amico. Ricordo bene quante lacrime ho versato sulla tastiera in ogni dove mentre lo scrivevo. Il pensare a quelle sensazioni mi implode energia mista a malinconia.
L’idea che tutti conoscessero questo mio carissimo amico che ho tenuto gelosamente segreto, un po’ mi imbarazzava e mi metteva ansia. Fortunatamente il tutto ha lasciato spazio alla felicità.

Questo romanzo non penso sia il classico thriller: volutamente nel libro si alternano scene di tensione a momenti di riflessione. Non credo di aver utilizzato uno stile innovativo, ma se dovessi dargli un nome credo che lo chiamerei “schema a forma di pino”, come l’albero. La trama principale rappresenta il tronco, le storie secondarie i rami. Provo spesso ad allontanare il lettore dalla principale linea narrativa, facendolo immergere in una storia secondaria, da cui potrà ricavare ulteriori dati utili per ricostruire la trama portante.

Ho provato a toccare diverse tematiche attuali quali crisi coniugale, abuso minorile, frustrazione e sete di potere, con un occhio di riguardo all’unico vero amore indissolubile e incondizionato: l’amore materno. Sul percorso incontriamo i personaggi più disparati. C’è chi ha una famiglia quasi perfetta, ma si sente frustrato perché non è soddisfatto nella propria sfera lavorativa nonostante l’ottima posizione. La sete di potere lo porterà a fare delle scelte estreme. C’è chi invece ha scelto di vivere una vita agiata ma che si rivelerà terribilmente noiosa e pur di renderla viva sarà capace di creare problemi a chiunque. C’è poi chi ha effettivamente tutto, ma lo ha ottenuto con l’inganno e per forza di cose prima o poi il conto dovrà essere saldato. C’è chi dietro ai suoi “disturbi” ha terribili sofferenze. Infine c’è chi si fiderà e sbaglierà. Anche i personaggi che apparentemente vivono nell’ombra in qualche modo condizioneranno la storia. Difficile non ritrovarsi in almeno in uno dei personaggi e nelle problematiche che si riveleranno strada facendo. Il thriller è alla base della storia ma ho sfumato in alcuni momenti in altri generi: dall’erotismo al drammatico, dall’enigmatico all’amore.

Quando ho iniziato a rileggere il libro, puntualmente ogni qualvolta lo finivo sentivo un senso di insoddisfazione, mancava qualcosa, ma non riuscivo a capire cosa. Non ci dormivo la notte, pensavo e ripensavo a ogni scena, ogni collegamento, ma nulla, non capivo.

Un freddo pomeriggio di novembre ero sul lungomare di La Spezia, città dove vivevo. Non pensavo al mio libro, quando a un tratto ho sentito un papà chiamare il figlio di una decina di anni che si era allontanato, “Leonardo vieni subito qui mi fai sempre dannare”. Lo stesso nome del bambino protagonista del romanzo. Destino? Casualità? La frase era dura, ma il tono e il suo viso mi fecero convincere quanto amore ci fosse in realtà in quelle parole.
Nel mio cervello scattò qualcosa. Era quel qualcosa che mi mancava. Tornai a casa e riscrissi il finale anzi, forse, meglio dire lo completai. Finalmente il libro lo sentivo compiuto. Pieno. Completo. Perfetto. Al solo pensarci sorrido.

Per puro divertimento ho inserito nella trama in maniera subdola la mia data di nascita, scopritela. Non potevo, poi, non fare un breve riferimento anche alla Marina Militare, essendo un militare e alla cara La Spezia: ho tanti ricordi in quel posto.

Non so se capita a tutti gli scrittori, ma posso affermare che i miei personaggi nati dalla mia fantasia, hanno un loro trascorso, una loro vita. Nel romanzo racconto un episodio del 1990 e poi 5 mesi del 2000.
In realtà se voi mi chiedeste cosa facevano prima di queste date e cosa hanno fatto dopo, io vi saprei rispondere.

Il titolo? Il titolo non è enigmatico, ma abbastanza chiaro. Non credo che esista al mondo una persona che almeno una volta nella sua vita non abbia trasformato il suo volto in un inganno per i motivi più disparati, magari anche non volendo. L’inganno fa parte intrinsecamente dell’essere umano. Vi lascio scoprire del perché della copertina…