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Il volto dell’inganno è l’opera prima di Vincenzo Capretto, un romanzo in cui il potere, non solo economico, ma soprattutto l’ascendente che si ha sugli altri, sentirli come burattini nelle nostre grinfie, il potere che rende ciechi è forse il vero protagonista.

In questo articolo:

  1. La bramosia del potere
  2. Un tuffo nella miseria umana
  3. Il fascino perverso del male
  4. Un gioco di inganni fino alla fine

 

La bramosia del potere

Non tutti sanno che il protone corrisponde alla più piccola carica elettrica positiva esistente libera in natura e rappresenta pertanto il quanto di elettricità positiva. Ognuno di noi dovrebbe ricercare in se stesso un protone. Solo così potrebbe raggiungere la felicità perpetua.

Un consiglio paterno: le energie sono energie, quindi anche se positive, se riverse verso il male, non potranno portare che a un male esponenziale. Le bugie, gli inganni, i tradimenti, sono solo i mezzi più comuni che questa contagiosa malattia chiamata bramosia di potere dà per arrivare a un solo scopo alla fine: sentirsi vivi.

Poco ma sicuro, se restiamo dove non stiamo bene siamo complici del nostro dolore. Ed ecco qui che i personaggi, ognuno dal proprio punto di vista, si sentono legittimati e cercano, nel loro piccolo, di migliorare la propria situazione; ma, se non si contano le tragedie greche e i romanzi che ci hanno ormai abituato alla cattiveria e alla crudeltà della natura umana, quello che sorprende in questo breve romanzo è la facilità e la rapidità con la quale i personaggi riescono ad alleggerirsi del loro già blando senso di colpa o a non provarne affatto. Non c’è spazio per dubbi e remore, ognuno, nel proprio egoismo, può solo agire secondo le regole del proprio gioco. Un gioco collettivo dove solo l’astuzia, la freddezza, la totale mancanza di fiducia ed empatia sono le armi vincenti.

Un tuffo nella miseria umana

Enigmi, inganni, passioni, un tuffo nella miseria umana, dal quale non si riemerge, una miseria che può essere di vari tipi e con varie sfumature a loro volta… i personaggi sono uno più falso dell’altro in questo thriller ben costruitoche svela passo passo che non solo nessuno è come crediamo sia, ma sicuramente non è migliore, anzi, è molto peggio! Specchio di un mondo con poco amore, se non per i figli, ancora innocenti, forse solo perché ancora bambini, perché il male eccita gli adulti, li esalta e crea dipendenza.

Il fascino perverso del male

Pare che il male sia un male estremamente contagioso, nessuno che lo rifiuti qui, per un motivo o per l’altro. Non resta che augurarsi di non incontrare né conoscere, anche se ignari, persone così. Il male scorre fluido, così come la scrittura, lo stile è ruspante, le parole pesate, non c’è spazio per troppa introspezione, i fatti parlano essi stessi del mondo interiore dei personaggi.

L’amore materno è l’unico effettivamente puro e autentico, si può fare tutto, ma il bene di Leo è la cosa più importante, per entrambe le donne che si ritengono la sua mamma effettiva; se ci pensiamo, la sola cosa che accomuna i due personaggi femminili che veniamo a conoscere.

Un gioco di inganni fino alla fine

Interessante come l’autore sia riuscito a deviare il personaggio che il lettore potrebbe associare all’inganno peggiore, sviando a sua volta il lettore, proprio come i vari personaggi fanno reciprocamente: un espediente che ha regalato un finale inaspettato a chi vi scrive…

Niente è quasi mai come lo pensiamo: qual è quindi il vero volto dell’inganno? Per saperlo, non vi resta che leggere.

Autobiografia? Sicuramente in parte sì, vale per tutti, poiché “ogni finzione aveva bisogno di qualche briciola di verità”, ma non solo; come scrive l’autore stesso, “difficile a credersi, ma Il volto dell’inganno, nasce da un sogno.”

Lasciamo che il suo sogno ci faccia sognare, dunque.

EDITORE Edizioni Dialoghi

AUTORE Vincenzo Capretto

COLLANA Grida

ANNO DI PUBBLICAZIONE 2021

PREZZO euro 14,00