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Recensione su allcoloursofromance del 10.06.2021

13 Giugno 2021

 

Il volto dell'inganno

IL VOLTO DELL’INGANNO DI VINCENZO CAPRETTO

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Il volto dell'inganno

Titolo: Il volto dell’inganno
Serie: Stand Alone, autoconclusivo
Autore: Vincenzo Capretto
Genere: Thriller psicologico
Tipo di finale: Chiuso
Narrazione: Terza persona
Numero di pagine: 166
Data di pubblicazione: 10 luglio 2020
Editore: Edizioni Dialoghi – Collana GRIDA
Trama:
L’apparente tranquillità della famiglia Mariani è sconvolta dall’arrivo della tata Greta Kuznetsova. Dietro un pallido sorriso si nasconde una donna cupa e misteriosa che inizia ad avere comportamenti sempre più strani. Nulla sarà come prima, anzitutto per Beatrice, la padrona di casa, una splendida donna viziata che proverà a essere mamma e moglie modello, ma le sue continue frustrazioni la porteranno a cedere al suo lato oscuro.

In quel vortice di pulsioni inarrestabili finisce anche il marito Alessandro, dirigente di una casa farmaceutica, che pur di raggiungere i suoi obiettivi di carriera appare disposto a tutto. Un farmaco per la cura del cancro diventerà il simbolo della brama di ricchezza, in una lotta senza esclusione di colpi in cui nessuno sarà immune alla seduzione del potere.

«Se il demonio è cattivo, perché ci lusinga sempre con le tentazioni?»

Il volto dell’inganno di Vincenzo Capretto, pubblicato da Edizioni Dialoghi è un thriller particolare.

Molte cose in questo libro non sono come appaiono. Nonostante il numero di pagine faccia pensare a qualcosa di breve, in realtà, in ogni pagina la scrittura è molto fitta e corposa, quindi, il romanzo è più lungo di quel che sembra.

Dopo un prologo che lascia presupporre scenari delittuosi, per buona parte della narrazione vengono delineate le dinamiche relazionali della famiglia Mariani: Beatrice, Alessandro e il loro unico figlio Lorenzo.

La coppia è in piena crisi coniugale. Lei pur vivendo tra lussi e agi è insoddisfatta del rapporto con il marito. Lui non è presente come dovrebbe, perché troppo concentrato sul suo lavoro di ricercatore all’interno di un’importante società farmaceutica di cui, da anni, ambisce a diventare il vicepresidente.

La lussuria di entrambi è presagio di sventura, l’anticipazione di qualcosa di spaventoso che sembra destinato ad abbattersi sulle loro vite in modo inesorabile.

In Il volto dell’inganno, nulla è come sembra. Neanche i personaggi che pensiamo di aver inquadrato lo sono. Tutti portano delle maschere. Le loro vere personalità sono celate al lettore ma soprattutto alle persone che dovrebbero conoscerle meglio.

Falsità, bugie, finzione sono gli elementi alla base di una relazione coniugale che dovrebbe fondarsi sull’amore, la sincerità e il rispetto. Beatrice e Alessandro pur vivendo sotto lo stesso tetto, non sono mai riusciti a conoscersi.

Lei non immagina di cosa possa essere capace il marito e lui non ha la minima idea di chi sia davvero la donna che ha sposato.

«Di nuovo in pista, si disse senza nascondere la soddisfazione nel riscoprire la Bea di una volta… quella che non aveva paura di sporcarsi le mai.»

Nel corso della narrazione queste maschere iniziano a cadere. In modo graduale il lettore acquisisce informazioni utili a comprendere chi siano davvero i protagonisti di questa storia. Ma i nodi vengono al pettine soltanto alla fine, quando il lato oscuro dei singoli personaggi viene alla luce, quando, ognuno di loro ha la possibilità di osservare davvero il volto dell’altro.

La realtà è molto più spaventosa di ciò che si possa immaginare. L’attaccamento alle cose materiali, l’egoismo e la bramosia di potere trasformano i difetti e i limiti umani in armi pronte a colpire chiunque venga considerato un ostacolo al raggiungimento dei propri personali obiettivi.

«Pochi chilometri e avrebbe scoperto tutto. Un sorrisetto maligno aveva trasformato quell’angelo in un killer.»

La bella villa dei Mariani, avvolta da un’iniziale calma apparente è destinata a essere travolta da una tempesta. Un vortice di rabbia, odio e vendetta che al suo passaggio non risparmierà l’animo di nessuno di loro.

«… quell’eccitazione ora era nel suo cuore che batteva a mille e nel suo respiro in apnea, quella era paura, una paura da star male.»

Vincenzo Capretto, con una scrittura scorrevole e diretta, enfatizzandone le conseguenze, ha reso bene l’idea di quanto possa essere deleterio soffermarsi sulle apparenze piuttosto che arrivare alla sostanza.

La frenesia degli impegni quotidiani, il dare priorità agli aspetti materiali e al successo lavorativo, spesso portano a trascurare chi ci sta vicino, si rimane estranei pur abitando insieme da una vita.

Si finisce per percepire solo ciò che sta in superficie, si riesce a vedere soltanto le maschere che gli altri scelgono di indossare, senza immaginare che sembianze possa avere “Il volto dell’inganno”.

Una storia che lascia il segno per la sua “freddezza” narrativa. Non viene dato molto spazio alle sensazioni provate dai vari personaggi ma piuttosto al loro machiavellico modo di affrontare e risolvere le difficoltà.

Se vi ho incuriosito non vi resta che leggere Il volto dell’inganno.

«Non credo che esista al mondo una persona che almeno una volta nella vita non abbia trasformato il suo volto in una maschera ingannevole…»

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